Prevenzione legionella: qual é la normativa per le strutture ricettive

Il settore dell’ospitalità, in particolare quello extralberghiero, rappresenta un pilastro fondamentale dell’offerta turistica italiana. L’attenzione alla sicurezza e alla salute degli ospiti e dei lavoratori si rivela, in questo contesto, un elemento non solo di responsabilità etica, ma anche un preciso obbligo normativo.

La questione del rischio Legionella è, in particolare, un tema che i gestori devono affrontare con rigore e competenza.

La legionella e il rischio nascosto

La Legionella pneumophila è un batterio ubiquitario, che prolifera nell’acqua a temperature comprese tra i e i , trovando terreno fertile negli impianti idrici non adeguatamente gestiti. Nelle strutture ricettive, inclusi B&B, affittacamere e case vacanza, la contaminazione può avvenire attraverso l’inalazione di aerosol d’acqua contaminata, generati da docce, rubinetti, vasche idromassaggio o impianti di climatizzazione.

Non si trasmette da persona a persona. Tuttavia, un focolaio di legionellosi (una grave forma di polmonite) in una struttura extralberghiera danneggia irreparabilmente la reputazione e, cosa ben più grave, mette a repentaglio la salute degli ospiti. Pertanto, prevenire il rischio assume un valore strategico inestimabile.

Le caratteristiche tipiche delle strutture extralberghiere, come l’utilizzo stagionale o l’occupazione discontinua delle camere, possono favorire la stagnazione dell’acqua nelle tubature.

Questa condizione di ristagno, unita alla presenza di biofilm, sedimenti o incrostazioni calcaree, crea un ambiente ideale per la moltiplicazione del batterio. Di conseguenza, anche le strutture più piccole sono esposte al rischio e non possono esimersi dall’adottare misure preventive.

Cosa prevede la normativa italiana per la prevenzione legionella

La normativa italiana stabilisce in modo chiaro gli obblighi che i gestori di tutte le strutture ricettive devono adempiere per la prevenzione della legionella. I riferimenti principali sono il Decreto Legislativo 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro) e, più di recente, il Decreto Legislativo 18/2023 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, che identifica i titolari di queste attività come “gestori della distribuzione idrica interna” e fissa il limite di sicurezza per la Legionella a 1000 UFC/l nell’acqua.

Il cuore dell’adempimento normativo risiede nell’adozione di un approccio basato sul rischio. Innanzitutto, ogni gestore deve provvedere alla Valutazione del Rischio Legionella (DVR). Questo documento cruciale non si limita a un adempimento burocratico; piuttosto, delinea lo stato dell’impianto idrico, identifica i punti critici (come serbatoi, scaldabagni o tratti di tubazione poco utilizzati) e definisce un piano di misure preventive e di controllo. Il DVR va redatto da un professionista competente e va revisionato periodicamente (di norma ogni due anni, o immediatamente in caso di modifiche agli impianti o di segnalazione di un caso).

Inoltre, dal DVR deriva la necessità di un Piano di Gestione del Rischio e di un Registro di Autocontrollo. Il gestore mette in atto in modo costante misure di prevenzione. Queste includono il mantenimento della temperatura dell’acqua calda sanitaria sopra i e, per l’acqua fredda, sotto i nei punti di erogazione, per limitare la proliferazione batterica.

 

L’ importanza della manutenzione

A tale scopo, risulta vitale garantire la manutenzione periodica degli impianti: la pulizia e la disinfezione dei serbatoi, la rimozione del calcare da soffioni e rubinetti e il flussaggio settimanale dei rubinetti e delle docce inutilizzate sono azioni concrete che riducono drasticamente il rischio di stagnazione.

Infine, i gestori devono effettuare analisi microbiologiche periodiche dell’acqua (di norma ogni 6 o 12 mesi, a seconda del rischio) per monitorare la presenza di Legionella.

Senza dubbio, la documentazione accurata di tutte le attività (risultati delle analisi, interventi di manutenzione e formazione del personale) si rivela fondamentale per dimostrare l’osservanza degli obblighi in caso di ispezione. Le sanzioni per l’inadempimento, infatti, possono essere pesanti, coinvolgendo multe salate e persino conseguenze penali in caso di contagio.

Per approfondire nel DECRETO LEGISLATIVO 23 febbraio 2023 è contenuta tutta la normativa concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano.

Il rispetto della normativa Legionella non è semplicemente un onere, ma un investimento nella qualità, nella sicurezza e nella reputazione della propria attività.

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